Del perché c'è il bollino rosso all'ingresso del mio blog

Del perché c'è il bollino rosso all'ingresso del mio blog.

Voglio sentirmi libera di parlare di qualunque cosa gironzoli per la mia testolina con il linguaggio che riterrò più appropriato all'argomento o anche solo al mio stato d'animo del momento; e voglio che anche chi commenta i miei post possa fare altrettanto; ma non voglio urtare la sensibilità di nessuno. I contenuti forti di un blog non sono necessariamente legati al mondo del sesso: si può parlare in termini crudi anche di politica, religione o dei litigi col vicinato.
Io parlo e scrivo esattamente come vivo: pane al pane e vino al vino, chiamando le cose col loro nome, perché non ho mai avuto paura delle parole. Quindi amici e nemici, passanti di una volta e masochisti fissi, qui si scriverà di tutto, ergo chi vuole resti, chi non vuole vada.
Tutti i commenti sono benaccetti, anche le critiche, purché fatti con intelligenza (per chi la possiede) e con rispetto (che invece pretendo da tutti). Non ho messo la moderazione ai commenti e non cancellerò niente di quanto scriverete, ma ognuno si assuma la responsabilità di ciò che lascia ai posteri e sappia che corre il rischio che io gli risponda.
Rispetto le persone che si sentono offese da alcuni tipi di linguaggio o di argomenti: per loro ho messo le avvertenze sui contenuti del mio blog, ma è un'arma a doppio taglio, perchè chi continua a leggere poi non venga a farmi la morale! Al di lá di qualche imprecazione che non è necessario comunicare alla sottoscritta, non si curi di me ma guardi e passi...
Per sapere chi è lo smanettone con polluzioni notturne che ha reso necessario questo chiarimento andate a leggere il 'Post nudo e crudo' del 18 Settembre 2012

martedì 28 maggio 2013

La bravura del Diavolo

Ho letto la frase seguente su un commento al post di un amico:
“La bravura del diavolo è di fare in modo che il mondo non creda che esista”
Ogni volta che accendo la televisione o leggo un giornale, vengo ‘circondata’ quasi assediata da notizie terribili che testimoniano quanto sia BESTIA, nel senso di animalesca, la razza umana...
Basta guardarsi intorno, fare un giro magari nelle periferie delle nostre città, per avere la netta sensazione che il Diavolo faccia di tutto per farsi notare, come una puttana vestita a festa ad un funerale.
Mi sembra, invece, che sia molto più bravo Dio a giocare a nascondino e mi chiedo come mai non si sia accorto che l’umanità ha smesso di contare fino a 10...

venerdì 24 maggio 2013

Il cliente ha sempre ragione_Bis

Continuano le esilaranti avventure della nostra simpaticissima (ho esagerato, vero?) segretaria nel Paese delle Meraviglie: l’Italia, distaccamento meridionale Sicilia!
 
Buongiorno
Buongiorno a lei signore; prego, mi dica
Devo lasciare l’auto per fare il tagliando
Bene signore, mi da le chiavi?
Le chiavi? Pensavo ne aveste un paio universali!
????????????????????

Driiiiin
Buongiorno sono Maria, assistenza
Buongiorno mi è arrivato un sms che mi dice che la mia auto è pronta. Vorrei sapere se posso venire a ritirarla
Certo signore, se è pronta la può ritirare; i nostri orari sono..
Si li ho letti nel messaggio gli orari.. quindi è pronta?
?????????????????????

Driiiiin
Buongiorno sono Maria, assistenza
Buongiorno mi è arrivato l’sms che mi dice che la mia auto è pronta
Si, signora, l’ho mandato io, mi dica.
Io ho due auto, a quale si riferisce il messaggio?
Le ha lasciate entrambe qui in officina?
Certo che no signora, come potrei lasciare entrambe le auto e a lavoro come ci vado secondo lei? Lei fa delle domande stupide, lo sa? Ne ho lasciato una la WYXZ
Ok perfetto allora è quella pronta signora!

giovedì 23 maggio 2013

Nessun compleanno

Post pubblicato il 13 Aprile 2012 nella vecchia piattaforma
Avevo controllato la messaggeria, trovando diversi saluti ed auguri lasciati da chi mi seguiva, fatti con affetto, dimenticando, non per superficialità, la situazione particolare che stavo vivendo

 
Per 41 anni tutte le mattine dei 13 Aprile della mia vita sono state caratterizzate dalla voce della mia mamma che, con una frase ‘nostra’, mi svegliava facendomi gli auguri di buon compleanno. Tutte le mattine, sempre la stessa frase. Ed io l’attendevo quella frase e quella voce, già dalla sera precedente: andavo a dormire sorridendo sapendo che l’indomani mi sarei svegliata nel modo più bello del mondo. E per me era festa già solo per questo; il resto della giornata era meno importante.
Mi manca la sua voce, non riesco a ricordarla. Cantava sempre la mia mamma ed era intonatissima, aveva una voce meravigliosa, dolce e melodiosa, ma negli ultimi mesi della malattia aveva smesso di parlare e per quanto sforzi io faccia, non riesco a ‘risentire’ quella voce dentro di me, l’ho dimenticata.
Niente auguri quest’anno, solo il suono odioso della mia sveglia e la consapevolezza di essere arrivata a 42 senza volerlo, perché a volte mi sembra che la mia vita si sia fermata in quel giorno insieme al suo cuore.
Se non posso avere i suoi allora non voglio gli auguri di nessun altro.
Non prendetevela, mi spiace per chi con entusiasmo ha già lasciato dei messaggi qui, non sapendo o non ricordando; ma io sto una merda e non ne voglio sapere di compleanni, pasque, natali e altro... Io non ho nulla da festeggiare quest’anno, proprio nulla.
Da Gennaio ad oggi è stato come vivere in un’altra dimensione; ho avuto alti e bassi, ma era come galleggiare all’interno di una bolla. Adesso la bolla si è dissolta: puf! svanita silenziosamente, ed io mi sono trovata all’improvviso al freddo. Come se solo ora iniziassi a realizzare che lei non c’è più, che è morta, che non la vedrò mai più, né la sentirò più cantare o parlare o anche solo respirare, cosa che avevo imparato a farmi bastare negli ultimi tempi, pur di poterla ancora abbracciare ed annusare; perché io, anche da adulta, a volte mi attaccavo a lei e spiaccicavo il naso sulla sua pelle e sentivo il suo odore, che io chiamavo odore di mamma, un odore unico, che nessun altro aveva e che sin da piccola mi rasserenava...
Scusate, ma non ce la faccio

Aggiornamento:
A distanza di un anno, le cose sono andate meno peggio, anche se è stata comunque una giornata ‘fastidiosa’ con qualche piccolo momento carino.. Va bene così, dalle mie parti si dice alleggio e senza ammuttare (piano e senza spingere)

giovedì 25 aprile 2013

Come stai, Maria ?

Post del vecchio blog scritto e pubblicato il 28 Febbraio 2012
Ma, in realtà, potrei averlo scritto oggi.
A voi...

Vorrei lasciare il passato in un angolino del mio cuore, dove starebbe bene, e mi riscalderebbe; perché i ricordi sono le nostre radici e servono a permetterci di riconoscerci quando ci guardiamo allo specchio. Sono fondamentali perché rappresentano ciò che siamo grazie a ciò che siamo stati; ma hanno svolto il loro compito. Ora dovrebbero lasciare al presente la possibilità di costruire il futuro, voltandosi indietro quel tanto che basta per non commettere gli stessi errori o per ritrovarsi quando si smarrisce il sentiero, ma sempre con la volontà di riprendere il cammino guardando avanti.
La lunga malattia di mamma, la sua sofferenza, la sua lotta nonostante tutto e la sua resa finale mi hanno svuotato l’anima. La sua morte ha congelato il mio sorriso... Ma una parte di me spinge per risorgere e lo manifesta scrivendo. Al momento è l’unica cosa che posso offrire a chi incrocia la mia strada.
Ho difficoltà ad uscire di casa ed a trovarmi in mezzo agli altri. Vado a lavoro perché devo, e questa è –mi rendo conto- una grande fortuna. Ma mi pesano le parole inutili della gente. A volte ho paura di esplodere... Allora, in questi momenti, tiro un respiro, mi siedo da qualche parte, sola (di solito nel bagno, in ufficio è l’unico posto dove nessuno rompe) e mi concentro sull’istante in cui, aperta la porta di casa, sento le mie bimbe pelose guaire felici per il mio ritorno e corro subito ad aprire l’altra porta, quella del corridoio, per farmi investire dalla loro gioia.
Io amo casa mia, ci sto bene ed il rientro, da qualunque posto io provenga, è sempre una sensazione fortissima che si rinnova prepotente ogni volta.
Ultimamente mi viene spesso chiesto “come stai, Maria?” ed io non so cosa rispondere... la mia testa sta abbastanza bene ed abbastanza male a fasi alterne; l’anima attende silente; il corpo reagisce ma il mio cuore è in vacanza altrove (sono sempre stata un cesso in geografia, ergo se torna lui bene, altrimenti resta dov’è, perché io non vado di certo a cercarlo)...
Sono convinta che nelle intenzioni di chi mi chiede come io mi senta ci sia per lo più affetto e desiderio di sentirmi dire sto meglio o meno peggio... solo che purtroppo è una domanda che mi mette in crisi... perché davvero non so cosa rispondere...
Si, perché a fronte di due semplici parole "come" e "stai" per rispondere non bastano tutte le combinazioni possibili delle lettere dell'alfabeto... perché nessuna parola o espressione riesce a descrivere davvero l'insieme variegato di emozioni altalenanti e profonde che ho dentro il cuore...
La verità è che non lo so come sto... sto e basta e, a volte, mi sembra già tanto!

martedì 12 marzo 2013

Savannah

Vecchio post

Febbraio 2012
Stati Uniti. Savannah, una bambina di soli 9 anni ha mangiato di nascosto della cioccolata e poi ha detto una bugia... una bugia che qualunque bambino avrebbe detto davanti alla domanda diretta di un adulto arrabbiato; così è stata punita dalla nonna, 46 anni, e dalla matrigna, 27 anni, a correre per tre ore intorno alla loro casa. Ma lo sforzo è stato troppo grande per il suo piccolo cuoricino, che ha ceduto e Savannah è andata in coma. È rimasta attaccata ad una macchina che l’ha tenuta in vita per 72 ore, fino a quando il padre, richiamato d’urgenza dal Pakistan, dove lavora per conto del Governo degli Stati Uniti, ha deciso di staccare la spina. La nonna e la matrigna sono state arrestate con l’accusa di omicidio. Le autorità non hanno ancora deciso se chiedere la pena di morte.
Questa storia tristissima e crudele pone molti interrogativi ed offre, suo malgrado, diversi spunti di riflessione. Leggendo la notizia, ho provato molteplici sentimenti in sequenza disordinata; l’unica cosa che avevano in comune era la violenza con cui colpivano il mio cuore e l’immagine di questa bambina che corre fino a morire intorno alla casa che doveva essere il suo rifugio, il luogo dove essere protetta dalle cattiverie del mondo esterno, credo che questa immagine faticherà a lasciare la mia mente.
Eppure nonostante un dolore lacerante, amplificato sicuramente dal particolare periodo che sto attraversando dopo la morte della mia mamma, abbia fatto uscire un fiume di lacrime dai miei occhi già molto provati, nonostante questo io fatico ad accettare anche solo l’idea che uno Stato possa decidere di togliere la vita ad un essere umano. Non provo pena per quelle due ... non posso chiamarle donne, non ce la faccio... non provo pena per loro... rabbia e odio e voglia si di ucciderle con le mie stesse mani... ma io sono un essere umano e può anche essere normale che provi forte l’impulso della vendetta. Ma lo Stato deve essere super partes, lo Stato deve garantire la lucidità che manca al singolo, lo Stato deve essere migliore dei singoli uomini che lo compongono, lo Stato non può abbassarsi allo stesso livello di chi commette il reato, per quanto abietto... lo Stato non deve essere ‘umano’ e quindi nemmeno ‘dis-umano’...
Non ho cambiato idea sulla pena di morte: è inutile, crudele, non etica, non legale, per quanto possa essere legittima in base alle leggi vigenti in un determinato territorio, non risolve niente, aggiunge orrore all’orrore... Perdonami Savannah... ma un omicidio autorizzato dallo Stato è pur sempre un omicidio e non riporterà in vita il tuo sorriso. 

http://www.youtube.com/watch?v=P9KjS2QvQqk